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Gli articoli della Eurodigitec sul mondo del Web e dell'IT - Sempre più forte il turismo online, boom in Italia. Il grande successo del turismo sul Web è dovuto alla possibilità per l'utente di consultare una grande quantità di informazioni viaggi utilizzando motori di ricerca sempre più evoluti e in grado di informare il navigatore proprio sugli itinerari e vacanze desiderate, la possibilità di confrontare i prezzi in pochi colpi di click, la maggiore trasparenza grazie alla pubblicazione, la rapidità di ottenere un preventivo. Acquistare un biglietto per una vacanza, per esempio una crociera o un mezzo di trasporto come un traghetto è ogni anno sempre più facile e sempre più usato dalla stragrande maggioranza dei navigatori di tutta la rete, in tutti i paesi del Mondo Ottimo risultato dell'Italia trainata da portali viaggi e trasporti sempre più avanzati e aggiornati. Nuove iniziative sembrano gradite dal popolo dei navigatori della rete, come i blog, le newsletter sui viaggi, l'uso di aggregatori RSS, le community di viaggiatori per lo scambio di idee ed esperienze e le sempre più cercate offerte "lastminute". Stagnante la situazione delle tradizionali agenzie di viaggio, che secondo Comscore perdono clienti anno dopo anno.
- Il salvataggio dei dati: così fondamentale, così dimenticato. I dati dell'Azienda, così fondamentali per l'attività, sono continuamente a rischio a causa di pirateria, virus, guasti software, guasti hardware, errori di archiviazione, disattenzioni del personale. La soluzione è quella di istituire una adeguata politica di backup o salvataggio dei dati, da eseguirsi giornalmente sui sistemi, con adeguate sincronizzazioni. Il recupero dei dati dopo un fatto accidentale (Disaster-Recovery) è spesso inefficiente, costoso e lungo, allora basterebbe avere sempre a portata di mano una copia dei dati. L'Azienda che non salva i dati può vederli svaniti da un momento all'altro e insieme a questi un pezzo di storia persa irreparabilmente. I backup vanno fatti su sistemi fissi o su supporti removibili (es. DVD) così da rendere facile il trasporto, possibilmente con l'uso di crittografia soprattutto se i dati contengono informazioni sensibili o altri dati riservati dell'Azienda, ma attenzione a non perdere la chiave di accesso.
- Portare fuori i dati dall'Azienda è una buona idea? Non sempre. I dati dell'Azienda sono continuamente a rischio, non solo per la pirateria e i virus e gli spyware in circolazione, ma soprattutto per disattenzione del personale come risulterebbe da una ricerca condotta da ICM Research per conto di McAfee. L'impiegato porta fuori dall'ufficio ogni mese una grande quantità di dati dell'Azienda, con la buona intenzione di continuare un lavoro o di perfezionarlo a casa, ma il problema sta nella sicurezza del portare i dati da un posto all'altro. Statisticamente i computer privati sono meno protetti da virus e pirateria, per il disinteresse spesso del privato a spendere soldi in sistemi di sicurezza o tenerli aggiornati con la necessità di continui scaricamenti di software online ( che per far ciò occorre dotarsi della banda larga anche a casa, che non sempre viene venduta a basso prezzo). Insomma, il pc di casa è quasi sempre un luogo più a rischio del pc aziendale, e l'importazione dei dati può portare ingenti danni all'Azienda stessa, se si considera l'aumento del rischio virale per le continue importazioni ufficio->casa e casa->ufficio, e la violazione della Privacy se per esempio si portano a casa schede clienti o dati sensibili. Il Responsabile della sicurezza dei dati, il titolare del trattamento dei dati o l'amministratore, deve istituire una politica di mantenimento dei dati e trasmissione all'esterno, istruendo il personale e informandolo a dovere sui rischi. Le Aziende hanno mezzi di protezione e repressione molto limitati, allora solo sulla formazione del personale si può puntare.
- Disastro Virus e Pirateria, il terrorismo informatico alle porte. Secondo Vint Cerf promotore del protocollo TCP/IP oggi consulente di Google, e lo Studio di consulenza Gartner, al mondo si collegano ogni giorno circa 650 milioni di pc e che circa 150 milioni di questi sono infetti da virus di tutti i tipi, malware, cracker che possono consentire ai pirati di usare i computer all'insaputa degli utilizzatori. Ogni giorno vengono individuati e tenuti sotto controllo migliaia di virus, ma una eguale quantità non viene neppure individuata. Un domani i pirati potrebbero usare la rete dei pc infetti per controllare il pianeta, come già oggi riescono quando vogliono a mandare in tilt reti o creare forti congestioni con lo spam tanto da rallentare le reti internet di intere regioni. I rallentamenti sulle reti prodotti dalla pirateria crea già oggi ingenti danni, per questo motivo nessun Internet Provider (ISP) nel mondo potrà mai garantire la continuità del servizio, che anzi è sempre più a rischio. Purtroppo la pirateria internazionale sta solo compiendo test e prove nel mondo, al fine di organizzare l'attacco del futuro, quindi quello che vediamo oggi è ancora niente di quello che potrà accadere domani. Come fare? Un antivirus su ogni pc costantemente aggiornato, un firewall hardware sulla rete, una politica ferrea di sicurezza con regole dettate al personale dell'ufficio, ma occorre anche cambiare mentalità in Azienda e le Autorità Statali devono muoversi, o ci saranno cattive sorprese. Alcuni studiosi pensano che pirati organizzati potrebbero in futuro terrorizzare il pianeta per motivi politici o per soldi sfruttando i bachi rilevati nella sicurezza nei loro anni di osservazione della rete e con la complicità di milioni di computer infetti che uno per uno potranno svolgere un compito con controllo esterno.
- Il phishing e i milioni di euro che ogni giorno vengono derubati. Alcune organizzazioni di pirateria internazionale, sembra che hanno trovato il modo per ottenere soldi da internet da reinvestire in altrettanta pirateria informatica. Ogni giorno circolano nel mondo milioni di mail che utilizzano la tecnica del phishing per derubare la gente di tutti i soldi sul conto corrente bancario o postale. La tecnica consiste nel mandare per e-mail un messaggio che apparentemente sembra provenire dal proprio Istituto di Credito, banca, o posta, chiedendo la verifica dei dati o spingendo l'utente con un trucco a logarsi nel sistema inserendo username e password in una apposita pagina web, la quale apparentemente ha tutti i connotati della pagina del servizio originale. Recentemente Poste Italiane sono state attaccate massicciamente da questa tecnica, senza che Poste Italiane possa fare assolutamente qualcosa per impedirlo. L'organizzazione pirata spedisce a caso tutti i giorni centinaia di migliaia di mail ad utenti, alla ricerca dei titolari di Banco Posta, che poi potrebbero identificarsi per verifica, trasmettendo involontariamente la password di accesso al conto al pirata. Purtroppo questo genere di criminalità, che al 100% proviene da fuori Italia ed Europa, colpisce nel mucchio, confondendo i navigatori, ingannandoli, e quindi depredandoli di ingenti risorse. Secondo lo studio della Gartner, nel mondo, ogni giorno milioni di euro vengono derubati in questo semplice modo. La cura: verificare l'indirizzo della URL della pagina web in cui si atterra; non cliccare mai su link di mail che chiedono di inserire username e password o che in qualche modo propongono di farlo; non fidarsi mai ciecamente dell'indirizzo di posta del mittente che è facilmente falsificabile.
- Spiare i propri dipendenti è vietato. Un recente sondaggio ha spiegato che più un dipendente su tre usa in Italia il pc e il collegamento internet aziendale, anche per motivi personali, per controllare la posta privata e rispondere, consultare cataloghi, fare shopping, scrivere blog, durante l'orario di lavoro oltre che durante la pausa. Le Aziende vietano l'uso del pc aziendale per motivi privati, facendo scaturire controversie che portano anche al licenziamento del dipendente. Sempre più Aziende controllano con appositi software le azioni compiute sul web dai dipendenti, i siti navigati, con una vera e propria azione di monitoraggio. Ma molti di questi sistemi sono illegali e, chiarisce il Garante della Privacy italiana, spiare i propri dipendenti è contro la Legge. Il datore di lavoro quindi non può e non deve controllare quali siti vengono navigati dal dipendente, ma semmai, come ha sentenziato il giudice in alcuni casi, verificare il numero di accessi, gli orari degli accessi e le durate degli accessi in base all'orario lavorativo del dipendente.
- L'obbligo di pubblicazione della partiva iva sulla homepage aziendale. L'obbligo di pubblicazione della partiva iva sulle pagine e sui documenti in un sito web aziendale vi è da anni, ma sino ad oggi disattenzione delle aziende e assenza di sanzioni ha fatto sì che solo una piccola percentuale di siti abbia questa caratteristica, seppur in costante aumento. L'Agenzia delle Entrate, ha ritenuto opportuno intervenire in merito, ribadendo e precisando quanto già previsto dal comma 1 dell'articolo 35 del Decreto del Presidente della Repubblica 633/72, riformulato nell'articolo 2 del successivo decreto 404/2001: «...quando un soggetto Iva dispone di un sito Web relativo all'attività esercitata, quand'anche utilizzato solamente per scopi pubblicitari, lo stesso è tenuto ad indicare il numero di partita Iva...». Basta che il titolare del sito web scriva la partita IVA nell'homepage del sito. Se questo viene fatto prima del controllo da parte dell'amministrazione, non si incorrere in alcun tipo di sanzione che può raggiungere i 2.100,00 Euro. L'obbligo è valido per tutti i soggetti passivi IVA, anche nei casi in cui il sito è usato solo per pubblicità, anche senza e-commerce. La visibilità di questo dato sul Web, espone però un ulteriore dato sensibile della Società all'esterno.
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